CROMOEMOZIONI

"L’uomo è esiliato lontano dalla sua anima colorata". Yves Klein
Il colore, dal greco cromo, è un linguaggio. Mezzo privilegiato di comunicazione della pittura, si serve di scorciatoie per raggiungere i nostri sensi e suscitare le nostre emozioni.
Non solo. È un territorio. La mappa meravigliosa di una terra lontana. Sconosciuta.
Da conquistare. Esso infatti, non ha soltanto una sua chimica, ma anche una sua geografia, coordinate, tradizioni storiche… e ancora, una sua psicologia, pregiudizi,
religiosità e misticismo. Segreti.
Ognuno di noi vorrebbe possederla quella mappa; per un motivo semplicissimo:
Il colore crudo è attraente, eccessivo. - L’arte lo è - e il colore attraverso l’arte evoca sentimenti estremi "Fornace infuocata. Lago ghiacciato" scrive Jeanette Winterson in
"Arte e Menzogne"-"Coloro che la sconfessano e coloro che la creano lo fanno con violenza, coloro che ve ne si innamorano lo fanno con passione…una volta incontrata
l’arte ti chiederà una re(l)azione".

Il colore attraverso l’arte, o piuttosto l’arte attraverso il colore parla di emozioni; se ne nutre. Con la pancia piena guardiamo un quadro rosso e ne siamo famelici…
I colori ci emozionano e le emozioni ci colorano. Quasi a sottolinearne il Legame viscerale. Profondo. Antico.
Stando agli scritti di Platone e di Aristotele, sembra infatti che nell’antica Grecia circolassero strane idee sulle miscele dei colori e guarda caso, le stesse emozioni erano considerate distorsioni del comportamento, da evitare o quanto meno da tenere sotto controllo. Banditi dunque, entrambe. Quasi la ragione fosse in bianco-nero. Realtà binarie che -con i secoli- si moltiplicano. Chiaroscuri che si sfumano. L’evoluzione ridefinisce le mappe fisiche e mentali dell’umanità. Ecco dunque un’altra mappa. La nostra. Cromo - emozioni.
Concludo citando nuovamente una frase di J. Winterson "L’arte suscita in noi emozioni che normalmente non proviamo, non perché si proponga di scioccarci, piuttosto perché occupa un territorio non colonizzato dalle convenienze sociali. L’arte lavora per allargare la sfera emotiva. La bellezza formale dell’arte, la sua complicata bellezza, è allo stesso tempo una minaccia e un sollievo per la neutralità informe della vita non realizzata."
FEEELA